Iperammortamento 2026: cosa prevede la misura e perché è una svolta per il manifatturiero
Con la
Legge di Bilancio 2026 e il successivo Decreto Attuativo pubblicato a maggio, l’iperammortamento torna protagonista della politica industriale italiana. La misura, operativa dal
1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, introduce una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto degli investimenti in beni strumentali 4.0, con aliquote che arrivano fino al
180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
Per le PMI del settore metalmeccanico si tratta di un’opportunità concreta e misurabile: considerando un’aliquota IRES del 24%, il beneficio fiscale stimato sulla quota al 180% supera il
43% dell’investimento effettivo. Una leva che può ridurre sensibilmente il costo netto di macchinari, robot collaborativi, sistemi di visione e software di gestione della produzione.
Il decreto attuativo ha anche chiarito un punto cruciale:
il software 4.0 può essere agevolato come investimento autonomo, senza che sia necessario abbinarlo all’acquisto di un macchinario fisico, purché sia funzionale ai processi produttivi. Una novità rilevante per chi sta digitalizzando la fabbrica senza sostituire l’intero parco macchine.
Le aliquote nel dettaglio: come si struttura il beneficio per fascia di investimento
La struttura dell’iperammortamento 2026–2028 è progressiva e si articola su tre fasce:
- 180% di maggiorazione per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro
- 100% di maggiorazione per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro
- 50% di maggiorazione per la quota tra 10 e 20 milioni di euro
Questo schema premia in modo particolare le imprese di piccola e media dimensione, che tipicamente concentrano i propri investimenti nella prima fascia. Una PMI metalmeccanica che acquista un centro di lavoro a controllo numerico da 500.000 euro, ad esempio, può dedurre fiscalmente 900.000 euro, con un risparmio d’imposta di circa 216.000 euro in regime IRES ordinario.
È importante ricordare che il beneficio si applica attraverso la
maggiorazione della base ammortizzabile, non come credito d’imposta immediato: l’effetto si distribuisce lungo la vita utile del bene secondo i coefficienti ministeriali. La pianificazione finanziaria rimane quindi fondamentale per ottimizzare i flussi di cassa.
Beni agevolabili: macchinari, impianti e software 4.0 con il vincolo UE/SEE
I beni ammissibili rientrano nelle categorie già note dell’Allegato A e dell’Allegato B alla Legge 232/2016, aggiornate alle specifiche tecnologiche attuali. Sul fronte hardware, sono agevolabili:
- Macchinari e centri di lavoro con controllo numerico interconnessi al sistema informativo aziendale
- Robot industriali e robot collaborativi (cobot) con capacità di adattamento autonomo
- Sistemi di misura a coordinate e macchine per il controllo qualità in linea
- Impianti e sistemi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili funzionali al processo produttivo
- Magazzini automatici e sistemi di movimentazione intelligente
Sul fronte software, rientrano nell’agevolazione i sistemi MES, i software CAD/CAM avanzati, le piattaforme di digital twin e i sistemi di cybersecurity industriale. Il
vincolo UE/SEE impone che i beni siano prodotti o significativamente trasformati all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo: un elemento da verificare attentamente in fase di selezione del fornitore.
La procedura di accesso passa attraverso il
GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che gestisce la comunicazione preventiva e la verifica dei requisiti tecnici. È consigliabile avviare la pratica con anticipo rispetto all’ordine del bene, per evitare ritardi che possano compromettere la finestra temporale dell’agevolazione.
Revamping e aggiornamento tecnologico: quando conviene rispetto all’acquisto nuovo
Una delle domande più frequenti tra i responsabili acquisti e i CFO delle aziende metalmeccaniche riguarda la convenienza del
revamping industriale rispetto all’acquisto di macchinari nuovi. Nel 2026, la risposta dipende in larga misura dall’entità dell’intervento e dalla capacità del bene revampato di soddisfare i requisiti tecnici dell’Allegato A.
Un macchinario aggiornato con nuovi sistemi di controllo, sensoristica IoT e connettività al sistema informativo aziendale può qualificarsi come bene 4.0 e accedere all’iperammortamento, a condizione che l’investimento nel revamping sia documentato separatamente e che il bene risultante rispetti tutti i requisiti tecnici previsti. In questi casi, il costo dell’intervento può essere significativamente inferiore a quello di un macchinario nuovo, con un beneficio fiscale proporzionalmente elevato.
Il tema del revamping sarà uno degli argomenti centrali nelle prossime edizioni di
DGItal Mec Show, la fiera digitale B2B dedicata alla metalmeccanica italiana, dove produttori di macchine utensili, system integrator e consulenti fiscali si incontrano per discutere esattamente questo tipo di strategie di investimento. Un contesto ideale per confrontarsi con chi ha già percorso questa strada.
Come prepararsi: la checklist per non perdere l’agevolazione
Accedere all’iperammortamento 2026 richiede una preparazione documentale rigorosa. Ecco i passaggi fondamentali che ogni PMI metalmeccanica dovrebbe seguire:
- Verifica dei requisiti tecnici: il bene deve soddisfare i criteri dell’Allegato A o B. È necessaria una perizia tecnica giurata o una dichiarazione del fornitore per beni di valore inferiore a 300.000 euro
- Comunicazione preventiva al GSE: da effettuare prima dell’avvio dell’investimento, con descrizione tecnica del bene e stima dell’investimento
- Verifica del vincolo UE/SEE: richiedere al fornitore la documentazione sull’origine del bene
- Interconnessione al sistema informativo: condizione imprescindibile per i beni materiali; deve essere documentata e verificabile al momento dell’entrata in funzione del bene
- Pianificazione degli ordini: gli investimenti devono essere effettuati entro il 30 settembre 2028, ma i tempi di consegna dei macchinari complessi possono essere lunghi; meglio non aspettare il 2028
La finestra temporale 2026–2028 è ampia, ma le risorse disponibili e le possibili modifiche normative consigliano di
agire con anticipo. Le imprese che hanno già pianificato gli investimenti nel secondo semestre 2026 sono quelle meglio posizionate per beneficiare appieno della misura, senza la pressione degli ultimi mesi utili.
L’iperammortamento 2026–2028 non è solo un incentivo fiscale: è un segnale chiaro della direzione in cui si muove la politica industriale italiana, verso una manifattura più automatizzata, connessa ed energeticamente efficiente. Le PMI metalmeccaniche che sapranno cogliere questa opportunità oggi costruiranno un vantaggio competitivo che durerà ben oltre la scadenza dell’agevolazione.